
Come ricorda una celebre scena del film "Vi presento Joe Black", nella vita ci sono due certezze: la morte e le tasse.
In realtà, se guardiamo alle abitudini di noi italiani, ne andrebbe aggiunta una terza. Cascasse il mondo, quando si parla di soldi, al primo posto mettiamo sempre la sicurezza.
È probabile che anche tu ti ritrovi in questa esigenza. Ed è comprensibile: il denaro messo da parte è frutto di lavoro, rinunce e sacrifici. Il desiderio di non vederlo evaporare è naturale.
Ma qui sorge il vero problema. Cosa intendiamo esattamente per "sicuro"?
Nell'immaginario collettivo, la sicurezza è spesso sinonimo di obbligazioni (o titoli di Stato). Sono visti come il "porto sicuro", quel mezzo tranquillo che ti porta a destinazione senza scosse, restituendoti il capitale alla scadenza con un po' di interessi. L'azionario, al contrario, è visto come un mare in tempesta da cui stare alla larga.
Ma i numeri raccontano davvero questa storia?
Per rispondere, dobbiamo toglierci gli occhiali del "sentito dire" e guardare i dati reali degli ultimi anni.
Il falso mito della sicurezza obbligazionaria
Prendiamo l'esempio classico: i titoli di Stato.
Negli ultimi 10 anni, il mondo obbligazionario ha vissuto momenti molto complessi. Tra il 2021 e il 2023, l'inflazione e il feroce rialzo dei tassi da parte delle banche centrali hanno causato un terremoto.
Per darti un'idea concreta: i titoli decennali "sicuri" hanno subito in quel frangente una caduta di prezzo superiore al 25%. Hai letto bene: un quarto del valore perso.
E non è successo solo in Italia. Anche i panieri di obbligazioni americane ed europee sono scesi drasticamente (rispettivamente del 18% e del 20%) e, ad oggi, molti di questi indici sono ancora sotto i massimi di 5 anni fa.
"Ma Daniele, c'è la cedola!", mi dirai. Vero. Ma dobbiamo distinguere tra cedola e prezzo. Puoi incassare una cedola periodica, ma se nel frattempo il valore del tuo capitale scende a causa dei tassi di interesse, il tuo saldo totale (se dovessi vendere) sarebbe in perdita. L'erosione del capitale, in certi frangenti, supera di gran lunga le cedole incassate.
E l'azionario? Il "rischio" calcolato
Se l'obbligazionario "tranquillo" ha avuto questi problemi, cosa è successo nel "pericoloso" mondo azionario?
Certo, le oscillazioni ci sono state. Guerre, pandemie, inflazione hanno colpito anche qui. Chi investe in azioni deve mettere in conto un po' di "mal di mare".
Tuttavia, i dati ci dicono due cose fondamentali che ribaltano la percezione di sicurezza:
- I tempi di recupero sono più brevi: le cadute del mercato azionario, storicamente, vengono recuperate in media in circa 2 anni e mezzo. Al contrario, come abbiamo visto, molte obbligazioni sono ancora "sotto" dopo 5 anni.
- La crescita è incomparabile: nonostante le crisi, chi è rimasto investito è passato alla cassa.
- Negli ultimi 10 anni, l'economia finanziaria globale è cresciuta del 150%.
- Il mercato americano del 233%.
- Il settore tecnologico addirittura del 375%.

Ridefinire la sicurezza: il fattore Tempo
Questi numeri dovrebbero essere sufficienti per comprendere che la sicurezza non è un marchio di fabbrica esclusivo di una categoria.
La vera sicurezza è una funzione del TEMPO.
Se hai bisogno dei soldi tra 6 mesi, la liquidità è la scelta giusta. Ma se hai la possibilità di lasciare lavorare una parte del tuo patrimonio per un orizzonte temporale adeguato, l'azionario diventa statisticamente più sicuro dell'obbligazionario, perché protegge meglio il tuo potere d'acquisto e genera valore reale.
Spesso ci portiamo dietro paure figlie di convinzioni passate che oggi non valgono più. Superarle non è difficile: basta un po' di consapevolezza e i dati alla mano.
La tua pianificazione finanziaria è costruita sul "sentito dire" o sui numeri reali?
Se vuoi verificare la "salute" e la reale sicurezza del tuo portafoglio, sono a tua disposizione per parlarne.