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Immobiliare, pianificazione successoria, passaggio generazionale, Daniele Bertotti

In Italia, il legame con la casa è viscerale. Secondo gli ultimi dati Istat e Banca d'Italia, la ricchezza delle famiglie italiane ha raggiunto il valore record di 11.732 miliardi di euro, e di questa cifra, oltre la metà è rappresentata dal patrimonio abitativo.

Per molte famiglie, il mattone è considerato il porto sicuro per eccellenza. Tuttavia, per chi possiede patrimoni importanti, limitarsi ad "accumulare case" può diventare un rischio silenzioso. Gestire il patrimonio in modo moderno significa smettere di guardarlo solo con gli occhi dell'affetto e iniziare a guardarlo con quelli della pianificazione strategica.

Non tutte le case sono uguali

Il primo passo per fare ordine nel proprio bilancio familiare è dividere gli immobili in due categorie ben distinte:

  1. Le case del cuore: l'abitazione principale o la seconda casa dove si riunisce la famiglia. Qui il valore non è economico, ma emotivo e sociale. Queste proprietà vanno protette e godute, poiché rappresentano la stabilità del nucleo familiare.
  2. Le case investimento: immobili affittati o, peggio, tenuti vuoti "in attesa di tempi migliori". Questi sono veri e propri strumenti finanziari. Nel 2023, mentre il mercato della prima casa ha frenato, gli acquisti per investimento sono cresciuti del 28%, segno che molti cercano nel mattone una protezione dall'inflazione. Tuttavia, se un immobile non rende o se i costi di gestione (IMU, manutenzione e tasse) superano i benefici, sta erodendo silenziosamente la tua ricchezza.

Le trappole della mente

Perché spesso facciamo fatica a gestire bene gli immobili? Perché entrano in gioco le emozioni, che ci spingono a commettere errori sistematici:

  1. L'attaccamento al passato: "Non lo vendo perché mio nonno ha fatto sacrifici per comprarlo". Ma il mercato di oggi è diverso da quello di 40 anni fa.
  2. Il rifiuto della perdita: molti preferiscono tenere un immobile sfitto per anni piuttosto che venderlo a un prezzo inferiore a una propria valutazione soggettiva. Nel frattempo, però, l'inflazione e i costi fissi continuano a correre, riducendo il valore reale del capitale.

Il grande passaggio di testimone

Siamo in una fase storica senza precedenti. Le stime indicano che entro il 2040 passeranno di mano oltre 6.900 miliardi di dollari in eredità a livello globale, e l'Italia è uno dei paesi più coinvolti da questo fenomeno.

Poiché la maggior parte della ricchezza italiana è "incastrata" nei mattoni, il rischio di lasciare questo passaggio al caso è altissimo. Senza una strategia, si rischia di lasciare ai figli non un tesoro, ma un peso: complessità burocratiche, immobili difficili da dividere equamente e potenziali tensioni familiari. La pianificazione successoria serve a trasformare il patrimonio in una risorsa fluida e serena per chi resta.

Il mio ruolo: dare equilibrio al tuo futuro

Pianificare non significa vendere tutto, ma trovare l'equilibrio perfetto.

Un patrimonio sano è come una bilancia: deve avere una base solida (gli immobili giusti) e una parte agile (investimenti finanziari liquidi) che permetta di affrontare le spese e cogliere le opportunità senza stress.

La mia missione: aiutarti a guardare al tuo patrimonio con una visione d'insieme, trasformando la ricchezza statica in una struttura solida, efficiente e capace di garantire sicurezza a te e alle generazioni future.

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